L’indennità di accompagnamento spetta anche se l’aiuto non è permanente

Di conseguenza, laddove la specifica attività quotidiana non fosse soggetta alle cure del caso la necessità di ricorrere all'assistenza risulta essere permenente e continua "anche se l'aiuto di terzi si manifesta periodicamente a distanza di tempo nel corso della giornata, per cui si alternano momenti di assistenza attiva a momenti di attesa, qualificabili come di assistenza passiva"
La Corte, inoltre, precisa che l'indennità di accompagnamento è una provvidenza economica atta al sostegno del nucleo familiare che si prende in carico l'invalido onde consentire allo Stato una spesa sociale più contenuta nel caso in cui il beneficiario della prestazione assistenziale fosse ricoverato in istituti di cura a spese della Pubblica Amministrazione.
Cassazione, Ordinanza n. 2600/2017